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Centro estivo di ateneo: Play&Game Estate 2021

Parte anche quest’anno il Centro estivo di ateneo: Play&Game 2021 per bambine e bambini, ragazze e ragazzi dai 4 ai 12 anni.

L’iniziativa è promossa da Scienze Motorie del Dipartimento di Neuroscienze, Biomedicina e Movimento, in collaborazione con il CUS, Centro universitario sportivo e il supporto diretto del CUG, Comitato unico di garanzia di ateneo che partecipa all’iniziativa sostenendo la metà del costo settimanale.

Il Centro offre la possibilità di praticare attività motorie e sportive, nel rispetto delle linee guida anti-Covid19, condotte con le competenze professionali di laureati in Scienze motorie e sportive. Insieme al movimento verrà posta attenzione anche al recupero degli apprendimenti scolastici.

Luoghi

Centro Gavagnin di Borgo Venezia, via Montelungo, 7, Verona

Strutture di Scienze Motorie, via Casorati, 43, Verona

Se ci fosse un espresso interesse di avere come luogo del Centro estivo anche la sede universitaria di Veronetta scrivete all’indirizzo mail: play-game@tiscali.it

Per informazioni

play-game@tiscali.it

Dott.ssa Doriana Rudi 045 8425170

Dott.ssa Manuela Sonedda 3711320595 (no sms)

 

CER 2021 esterno (1)
CER 2021 interno

 

Modulo di iscrizione scaricabile a questo link: https://www.dnbm.univr.it/?ent=iniziativa&id=9556

 

In dialogo con Manuela Sonedda coordinatrice di Play&Game, Centro estivo di ateneo

 

Play&Game è il centro estivo di ateneo organizzato dall’area Scienze Motorie dell’università di Verona. Cresciuto negli anni nel numero di partecipanti e nella varietà di esperienze proposte, il Centro è un punto di riferimento per bambine, bambini e famiglie durante il periodo estivo. I bambini, guidati dalle competenze professionali dei laureati Scienze Motorie, possono vivere una esperienza diversificata di attività motorie e sportive presentante in forma ludica, ricreativa ed espressiva negli spazi attrezzati dell’area Scienze Motorie e del Palazzetto Gavagnin. Il Comitato Unico di Garanzia di ateneo offre ogni anno un supporto economico a tutta la comunità universitaria veronese che iscrive i propri figli al Centro estivo.

Play&Game è diretto dalla dottoressa Doriana Rudi e dal professore Federico Schena ed è coordinato dalla dottoressa Manuela Sonedda. A lei abbiamo rivolto alcune domande per conoscere meglio le attività del Centro.

 

Partiamo dal nome, Play&Game. Play è il gioco individuale, Game quello organizzato. Una bella intuizione quella di congiungere i due termini. Come è nata l’idea e mi spieghi come queste due forme di gioco si declinano nelle giornate del Centro?

 

Quando si parla di gioco è immediata l’associazione a un’attività di svago, di puro divertimento con il semplice fine ricreativo. Ma il gioco, in tutte le sue sfumature, è un’attività di notevole importanza nei processi di sviluppo e di apprendimento.

Il nome Play&Game è stato scelto perché le nostre attività si collocano in una via di mezzo tra il gioco spontaneo, senza regole e vincoli (play), e il gioco sportivo strutturato (game). Durante la giornata vengono proposte delle forme di gioco che, pur essendo regolamentate, lasciano ampio spazio alla libera esplorazione e hanno come fine ultimo quello di imparare nuove attività sportive, divertendosi.

Crediamo che sia importante per i bambini sperimentare la variabilità e la multilateralità della pratica sportiva, attraverso la proposta di diverse discipline (es. pallavolo, atletica leggera, baseball, pallacanestro) alternate nel corso della giornata e arricchite da elementi tipici dei giochi tradizionali di movimento (palla prigioniera, i 4 cantoni, l’uomo di ghiaccio, solo per citare alcuni esempi).

 

Che ruolo riveste il Centro estivo di ateneo e quali sono le sue peculiarità?

 

Questo centro è nato come centro estivo per i figli dei dipendenti dell’Ateneo.

Negli anni, grazie alle attività motorie proposte dall’area Scienze Motorie nella stagione invernale, si è deciso di ampliare l’offerta oltre che ai figli dei dipendenti anche ai bambini frequentanti le attività invernali e successivamente a tutti gli esterni.

Il movimento e lo sport sono i nostri pilastri, ma dedichiamo del tempo allo svolgimento dei compiti delle vacanze e al disegno. Abbiamo creato la formula dei “gemellaggi” con altri centri estivi del territorio, promuovendo l’interazione di reti sociali differenti.

 

È un tempo complesso, non è facile gestire un Centro estivo in un periodo di pandemia. Che strategie avete adottato l’anno scorso per aprire e quanto l’esperienza pregressa vi può essere di aiuto per l’estate 2021?

 

Abbiamo dovuto modificare completamente la nostra offerta, con la suddivisione dei partecipanti in gruppi composti da massimo sette bambini, scaglionando gli ingressi e le uscite in fasce orarie e lavorando prevalentemente all’esterno, nelle strutture sportive adiacenti al palazzetto Gavagnin di Borgo Venezia.

Non è stato semplice, perché eravamo abituati a lavorare con gruppi composti da 15/20 bambini e quindi anche i giochi e le proposte ludiche erano differenti. Inoltre, il distanziamento e l’obbligo delle mascherine hanno reso ancora più difficile il tutto.

Nonostante questo, i nostri istruttori laureati in Scienze Motorie, affiancati dai tirocinanti, sono stati capaci di impostare i giochi e le attività rispettando le linee guida indicate dagli Enti Istituzionali.

Sicuramente l’esperienza dello scorso anno ci aiuterà a partire con le idee più chiare, siamo comunque pronti ad adeguare la nostra offerta a quelle che saranno le indicazioni contingenti del protocollo Covid-19.

 

Ogni anno si lavora per migliorare e accrescere le proposte. La pandemia ci motiva a inventarci nuove pratiche, quali sono le novità di quest’anno?

 

Le nuove regole ci hanno imposto di modificare i giochi e inventare delle alternative mantenendo comunque piacevole e divertente per i bambini partecipare al nostro centro.

Quest’anno grazie alla disponibilità di nuovi spazi abbiamo esteso l’offerta alla fascia d’età 4-5 anni.

La pandemia ha creato un disagio sociale per questi bambini insieme ad un rallentamento negli apprendimenti scolastici, per cui quest’anno, accanto al movimento, focalizzeremo la nostra attenzione su questi aspetti.

 

Ci racconti la tua esperienza di coordinatrice del Centro.

 

Ho iniziato a lavorare come istruttrice nell’estate 2008 qualche settimana dopo il conseguimento della Laurea Specialistica. Ho avuto modo di lavorare con tanti colleghi che avevano già molta più esperienza di me e da loro ho imparato tanto. Per qualche anno ho affiancato una mia cara collega nel coordinamento del centro, poi dal 2012 ho continuato da sola.

Io mi occupo della gestione delle iscrizioni, della comunicazione con i genitori, del coordinamento degli istruttori, mentre per tutto ciò che riguarda le decisioni di tipo istituzionale mi rifaccio alle indicazioni di Doriana Rudi e Federico Schena.

Certo questo ruolo è diverso rispetto a quando passavo otto ore a stretto contatto con le bambine e i bambini; qualcuno ora ha più di vent’anni, ma ogni volta che capita di rincontrarsi è sempre un’emozione e un bel ricordo.

 

 

 

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